Nel
programmare il percorso formativo diocesano per
il settore adulti, abbiamo voluto dedicare una
spazio specifico per la fascia d’età
dai 30 ai 40 anni, i cosiddetti “adulti-giovani”.
Si tratta di una porzione del mondo adulto che
per particolari situazioni di vita (figli piccoli,
lavoro fuori sede, ecc) non sempre riesce a frequentare
sistematicamente i cammini formativi parrocchiali,
ma desidera l’incontro e il confronto con
altri adulti e con le altre realtà. Ecco,
perciò, l’idea di un itinerario incentrato
sulle virtù teologali, composto da tre
incontri. Ogni tappa del percorso prevede una
prima parte dedicata alla spiritualità
e una seconda parte riservata ai laboratori. Per
il primo incontro, svoltosi Domenica 3 luglio
sul tema “Vivere la fede è abitare
la vita”, è stato scelto il Convento
dei Francescani a Minturno. Dopo una calorosa
accoglienza da parte dei membri dell’associazione
parrocchiale di S.Pietro, il nostro assistente
diocesano per il Settore Adulti, don Massimo Capodiferro,
ci ha introdotti alla preghiera personale, offrendo
spunti di meditazione su alcuni brani della Genesi
dedicati alla figura di Abramo. La mattinata si
è conclusa con la celebrazione Eucaristica.
Il momento del pranzo è stato vissuto in
fraternità e simpatia, anche grazie alla
presenza di numerosi bambini, alcuni piccolissimi,
che fino a quel momento e, successivamente, per
tutto il pomeriggio, hanno potuto giocare spensierati
grazie alla cura paziente e attenta degli educatori
ACR. I lavori del pomeriggio ci hanno visti impegnati
in tre laboratori: a partire dalle tipiche situazioni
di vita di noi adulti, come la famiglia, l’impegno
socio-politico e la parrocchia, ci siamo interrogati
sul legame che, nella vita di un laico, queste
realtà debbano avere con la fede in Dio.
La giornata è stata un’occasione
importante per risvegliare e rinvigorire la nostra
fede nel Signore, convinti che Egli ci chiama
e ci “conduce fuori” dalle nostre
sicurezze, chiedendoci di guardare in “cielo
e contare le stelle” (Gen 15,5) nella nostra
vita quotidiana di sposi, di genitori, di lavoratori,
di laici impegnati nelle comunità ecclesiali,
invitando ciascuno a mettersi in gioco in quanto
adulto, anche se per molti aspetti ancora giovane.
Anna
Corrado