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Campo Itinerante 2010
“Ho
cercato e ho trovato”
Sulle orme di Carlo Carretto

Assisi - Spello
dal
23 al 25 luglio 2010,
tre giorni in cui visiteremo e conosceremo luoghi
cari a Fratel Carlo Carretto.
Sarà un’occasione per conoscere Collevecchio
dove nel 1989 Giuseppe Florio e
Ottavio Pasquariello decisero di
ridare vita al Convento, facendone un luogo di riflessione
sui temi della fede e della storia, della spiritualità
e della solidarietà e che poi, negli anni,
è diventato “casa comune” per
tanti, punto di riferimento e luogo permanente di
incontro. Giungeremo a Spello,
dove Fratel Carlo ha chiuso la
sua vita terrena nel suo eremo di San Girolamo e
pregheremo sulla sua tomba.
Ad Assisi avremo modo di rivisitare
i luoghi di Francesco e Chiara
erivivere con intensità l’atmosfera
che circonda questi luoghi.
Campo scuola itinerante per Adulti
e Giovani Adulti di Azione Cattolica
e
per coloro che vogliono fare esperienze di AC e
conoscerne le iniziative
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Perché stare
nella Chiesa?
"Quanto sei contestabile,
Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai
fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei
vederti distrutta, eppure ho bisogno della
tua presenza. Mi hai dato tanti scandali,
eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista,
più compromesso, più falso,
e nulla ho toccato di più duro, di
più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la
voglia di sbatterti in faccia la porta della
mia anima, e quante volte ho pregato di poter
morire tra le tue braccia sicure.
No, non posso liberarmi di
te, perché sono te, pur non essendo
completamente te.
E poi, dove andrei? A costruirne un'altra?
Ma non potrò costruirla
se non con gli stessi difetti, perché
sono i miei che porto dentro. E se la costruirò
sarà la Mia Chiesa, non più
quella di Cristo.
L'altro ieri un amico ha
scritto una lettera ad un giornale: "Lascio
la Chiesa perché, con la sua compromissione
con i ricchi non è più credibile".
Mi fa pena!
O è un sentimentale che non ha esperienza
e lo scuso; o è un orgoglioso che crede
di essere migliore degli altri.
Nessuno di noi è credibile
finché è su questa terra. San
Francesco urlava: "Tu mi credi santo,
e non sai che posso ancora avere dei figli
con una prostituta, se Cristo non mi sostiene".
La credibilità non
è degli uomini, è solo di Dio
e del Cristo. Degli uomini è la debolezza
e semmai la buona volontà di fare qualcosa
di buono con l'aiuto della grazia che sgorga
dalle vene invisibili della Chiesa visibile.
Forse la Chiesa di ieri era migliore di quella
di oggi? Forse che la Chiesa di Gerusalemme
era più credibile di quella di Roma?".
(…)
"Quando ero giovane non capivo perché
Gesù, nonostante il rinnegamento di
Pietro, lo volle capo, suo successore, primo
papa. Ora non mi stupisco più e comprendo
sempre meglio che avere fondato la Chiesa
sulla tomba di un traditore, di un uomo che
si spaventa per le chiacchiere di una serva,
era un avvertimento continuo per mantenere
ognuno di noi nella umiltà e nella
coscienza della propria fragilità.
No, non vado fuori di questa Chiesa fondata
su una pietra così debole, perché
ne fonderei un'altra su una pietra ancora
più debole che sono io". (…)
"Ma poi c'è ancora un'altra cosa
che è forse più bella. Lo Spirito
Santo, che è l'Amore, è capace
di vederci santi, immacolati, belli, anche
se vestiti da mascalzoni e adulteri.
Il perdono di Dio, quando ci tocca, fa diventare
trasparente Zaccheo il pubblicano, e immacolata
la Maddalena, la peccatrice.
È come se il male non avesse potuto
toccare la profondità metafisica dell'uomo.
E' come se l'Amore avesse impedito di lasciare
imputridire l'anima lontana dall'Amore. "Io
ho buttato i tuoi peccati dietro le mie spalle",
dice Dio a ciascuno di noi, e continua: "Ti
ho amato di amore eterno, per questo ti ho
riservato la mia bontà. Ti edificherò
di nuovo e tu sarai riedificata, vergine Israele"
(Ger 31,3-4).
Ecco, ci chiama "vergini" anche
quando siamo di ritorno dall'ennesima prostituzione
nel corpo e nello spirito e nel cuore.
In questo, Dio è veramente Dio, cioè
l'unico capace di fare le "cose nuove".
Perché non m'importa che Lui faccia
i cieli e la terra nuovi, e più necessario
che faccia "nuovi" i nostri cuori.
E questo è il lavoro di Cristo.
E questo è il lavoro divino della Chiesa.
Volete voi impedire questo "far nuovi
i cuori", scacciando qualcuno dall'assemblea
del popolo di Dio?
O volete voi, cercando altro luogo più
sicuro, mettervi in pericolo di perdervi lo
Spirito?".
Fratel Carlo Carretto
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Il programma
La
brochure
Fratel
Carlo Carretto

Le
foto
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Venerdì 23 luglio
Ore 6.00 – Partenza
Ore 10.30 - Arrivo a Collevecchio (RI)
Convento Sant’Andrea
Incontro con Giuseppe Florio
responsabile della Fraternità “Progetto
continenti”
Ore 13.00 - Pranzo a sacco
Ore 16.30 - Arrivo a Spello - Preghiera sulla
tomba di Fratel Carlo Carretto
Visita di Spello e S. Messa
Ore 20.30 - Arrivo ad Assisi
Santa Maria degli Angeli
Cena e sistemazione in albergo
ASSISI BY NIGHT
Sabato 24 luglio
Giornata di Spiritualità all’Eremo
delle Carceri
Ore 7.00 - Colazione
Ore 8.00 - Partenza in autobus per l’Eremo
delle carceri
Ore 9.30 - Meditazione e preghiera personale
Ore 13.30 - Pranzo
Ore 17.00 - S. Messa In Santa Maria degli
Angeli
ASSISI BY NIGHT
Domenica
25 luglio
Ore 8.00 – Colazione
Ore 9.00 - Visita della città di Assisi
Ore 12.30 - S. Messa in Assisi
Ore 13.30 - Pranzo
Ore 16.00 - Visita del Convento di San Damiano
Ore 18.00 - Ritorno
CASA BY NIGHT
Quote di partecipazione
Singolo € 210 - Coppia € 400 - Coppia
con un figlio € 500 - Coppia con due
figli € 600
Scadenza iscrizioni
19.06.2010
Per informazioni
Rita Alicandro - 3334004943 ------ Francesco
Tomassi - 3772787848
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CARLO
CARRETTO 
Profilo biografico
1910 - Carlo Carretto nasce ad Alessandria il 2 aprile,
in una famiglia di contadini proveniente dalle Langhe. E'
il terzo di sei figli, di cui quattro si faranno religiosi.
La famiglia si trasferisce presto a Torino, in un quartiere
periferico, nel quale si trova un oratorio salesiano che
avrà molta influenza sulla formazione di Carlo e
su tutta la famiglia. Lo spirito salesiano si farà
sentire anche nella vita professionale che Carlo inizia
all'età di diciotto anni, a Gattinara, come maestro
elementare.
Milita nell'Azione Cattolica giovanile torinese dove entra
ventitreenne su invito di Luigi Gedda che ne era il presidente.
Consegue la laurea in storia e filosofia e continua ad insegnare
come maestro elementare, prima a Sommariva del Bosco poi
a Torino.
1940 - Vince il concorso per direttore
didattico e viene assegnato come tale a Bono (Sardegna).
Dopo poco tempo viene dispensato dal suo incarico per contrasti
col regime fascista, dovuti al carattere del suo insegnamento
e per l'influsso che esso esercita anche al di fuori della
scuola, e viene inviato come confinato a Isili, poi rimandato
in Piemonte
Qui gli viene consentito di riprendere il suo lavoro come
direttore didattico a Condove.
Con l'avvento della Repubblica di Salò riceve da
Roma l'incarico di reggere le fila dell'Azione Cattolica
del Nord-Italia. Non avendo aderito al Regime viene radiato
dall'albo dei direttori didattici e tenuto sotto sorveglianza.
1945 - Dopo la caduta del Regime e la fine
della Guerra, viene chiamato a Roma da Pio XII e da Luigi
Gedda per organizzare l'Associazione Nazionale Maestri Cattolici.
1946 - Diviene presidente centrale della
Gioventù Italiana di Azione Cattolica (Giac).
1948 - In occasione dell'80' anniversario
della fondazione dell'Azione Cattolica, organizza una grande
manifestazione di giovani a Roma: è la famosa adunata
dei trecentomila "baschi verdi". Poco dopo fonda
il Bureau International de la Jeunesse Catholique, di cui
diviene vice presidente.
1952 - Esplodono i contrasti che covavano
da tempo, in campo cattolico, riguardo ai rapporti con la
politica. Trovandosi in disaccordo con una frazione importante
del mondo cattolico che progettava un'alleanza con la Destra,
Carlo deve dimettersi dal suo incarico di presidente della
Giac e ricerca con altri amici nuove strade su cui indirizzare
l'azione del laicato cattolico impegnato. E’ in tale
periodo di laboriosa e sofferta ricerca che matura la decisione
di entrare a far parte della congregazione religiosa dei
Piccoli Fratelli di Gesù fondata da Charles de Foucauld.
1954 - L’8 dicembre parte per l'Algeria,
per il noviziato di El Abiodh, vicino ad Orano. Per dieci
anni conduce vita eremitica nel Sahara, dove fa una profonda
esperienza di vita interiore e di preghiera, nel silenzio
e nel lavoro, esperienza che esprimerà in quello
che diventerà un autentico best seller, Lettere dal
deserto, e in tutti i libri che scriverà in seguito.
La stessa esperienza alimenterà anche tutta la sua
vita e la sua azione successiva.
1965 - Dopo il ritorno in Europa, e aver
trascorso alcuni periodi in diverse realtà, va a
Spello, in Umbria, per iniziare una nuova Fraternità
di preghiera e di accoglienza.
Ben presto lo spirito di iniziativa di Carretto ed il prestigio
di cui godeva, aprono la comunità all'accoglienza
di quanti, credenti e non, desiderano trascorrervi un periodo
di riflessione e di ricerca di fede vissuto nella preghiera,
nel lavoro manuale e nello scambio di esperienze. Al convento
in cui la Fraternità risiede, si aggiungono man mano
molte case di campagna sparse sul monte Subasio che vengono
trasformate in eremitaggi Carretto sarà per oltre
vent'anni l'instancabile animatore di questo centro, noto
in Italia e all'estero. Durante questi anni continua la
sua attività di scrittore iniziata negli anni giovanili.
Tra i libri di quel periodo va ricordato Famiglia piccola
chiesa (1949) che suscitò contrasti nel mondo cattolico
per alcune sue idee allora avanzate.
Uomo della parola e della penna, il nostro ha usato con
molta efficacia questi due mezzi per comunicare agli altri
le sue “scoperte" e la sua esperienza nella fede.
I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e gli hanno
creato una schiera di lettori e di amici in molti Paesi
del mondo. Spesso veniva invitato, perciò, a portare
la sua parola in conferenze e incontri spirituali. La sua
profonda interiorità non lo isolava dal mondo e dai
suoi problemi, ma anzi lo spingeva ad interessarsene in
spirito di profezia e di servizio.
1988 - Fratel Carlo Carretto ha chiuso
la vita terrena nel suo eremo di san Girolamo a Spello nella
notte di martedì 4 ottobre, festa di san Francesco
d'Assisi del quale era stato appassionato biografo.
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