Pasquale è stato uno dei volti più significativi dell’Azione Cattolica Diocesana. Bella persona, rendeva speciale tutto ciò che faceva.
Rigoroso al punto da sembrare a volte troppo pignolo, quasi spigoloso, a chi non conosceva la sua caratura, ci ha mostrato con la vita che nel cristiano non possono coesistere un’etica da rispettare nella sfera pubblica ed un'altra da esercitare in quella privata.
Laico a trecentosessanta gradi, faceva bene ciò che è tipico della ministerialità laicale, avendo chiara la linea di demarcazione tra quello che compete al laico cristiano e cittadino, nella sfera ecclesiale e in ambito civile, e quello che è prettamente compito della Gerarchia Ecclesiastica e delle Istituzioni, mai sostituendosi gli uni agli altri, sempre nel reciproco rispetto, realizzando una collaborazione vivace e perciò efficace.
L’Azione Cattolica era la sua seconda casa. Si è speso generosamente in essa per renderla sempre più bella e accogliente, in fedeltà allo Statuto e al Progetto che, assieme ai documenti del Magistero, erano oggetto di uno studio continuo e attento da parte sua, costantemente nutrito e illuminato da una preghiera che sosteneva il sacrificio e motivava l’azione.
L’interesse culturale era per lui una vera passione, tanto da conquistare piena cittadinanza anche nei suoi momenti di relax e di svago. Pasquale è stato l’iniziatore de “L’Inciviltà Cattolica”, ironico murales che veniva allestito, puntualmente, in occasione dei campi scuola diocesani, scherzosa parodia della famosa rivista dei Gesuiti.
Quanti bei momenti trascorsi insieme, fin da giovanissimi! Il servizio ai Ragazzi prima, agli Adulti in un secondo tempo, il mandato in Consiglio Diocesano, le meravigliose esperienze degli esercizi spirituali, i campi scuola, le feste diocesane della famiglia.
Anche Vincenzo e Alessandro si ricordano di te: le interminabili partite pomeridiane a scacchi con Vincenzo e la sottile “tortura cinese”, solletico raffinato, cui li sottoponevi entrambi. Li ricordo bambini, saltellarti intorno in occasione di una giornata con gli Adulti/Giovani ad Ausonia mentre, sorridendo sotto i baffi, soddisfacevi la loro curiosità per il tuo “strano modo di parlare”, dovuto purtroppo alla malattia che ti aveva inesorabilmente colpito, spiegando che lo avevi acquisito imparandolo dagli indigeni incontrati durante un viaggio nella giungla!
Caro Pasquale, ora che sei tra le braccia di Dio Padre, guardaci dal cielo e sorridi ancora come eri solito fare, spesso ironicamente, facendoci intravedere nel tuo sguardo “sornione” possibili percorsi di bene che noi, allora come ora, non riuscivamo e ancora non riusciamo a scorgere!
Unita a te, nel ricordo e nella preghiera

                                                                                                                                                              Mariarosaria Colozzo
Presidente diocesano

(Ricordo di Pasquale  a dieci anni dalla morte
in occasione della Celebrazione Eucaristica in suffragio)

Numero di Dicembre 2018

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